
Questa è una storia che sfida il tempo, capace di chiudere un cerchio che sembrava ormai impossibile da tracciare. Quella di Gerardo Mariella con la Scandone Avellino non è semplicemente una collaborazione professionale, ma una vera e propria promessa di fedeltà ai colori biancoverdi.
La recente, e per certi versi epica, promozione in Serie B Nazionale – arrivata sul parquet infuocato del PalaCalafiore contro la Viola Reggio Calabria – porta con sĂ© l’eco di un passato glorioso. E in mezzo a quella festa, a bagnarsi di spumante e gioia insieme ai ragazzi di coach Dell’Imperio, c’era ancora lui, Gerardo Mariella. Una figura che per il basket irpino rappresenta un autentico amuleto, ma soprattutto il custode storico della Scandone.
L’epoca d’oro al fianco di Ciro Melillo
Per capire chi sia Gerardo Mariella bisogna fare un salto all’indietro di un quarto di secolo. Erano gli anni a cavallo tra la fine del vecchio millennio e l’inizio del nuovo, l’era della presidenza guidata dal compianto Ciro Melillo, un uomo che ha ridisegnato i confini del basket ad Avellino. In quella Scandone pionieristica, capace di compiere il miracolo del salto in Serie A1 nel 2000, Mariella c’era giĂ .
Nel ruolo strategico e operativo di dirigente accompagnatore, è stato l’ombra protettiva della squadra, il punto di riferimento per atleti e staff tecnico, l’uomo capace di far funzionare la complessa macchina organizzativa dietro le quinte. Ha vissuto i palcoscenici piĂą prestigiosi, i parquet della massima serie e l’entusiasmo travolgente di una piazza che scopriva il grande basket.
Il filo mai spezzato e la rinascita
Dopo le ben note traversie societarie e gli anni bui che hanno rischiato di cancellare il patrimonio sportivo del club, molti protagonisti di quella epopea hanno preso strade diverse. Non Mariella. Quando la Scandone ha dovuto rimboccarsi le maniche, ripartendo dalle categorie inferiori per ricostruire la propria dignitĂ sportiva, lui ha risposto “presente”, mettendo la sua enorme esperienza e la sua credibilitĂ a disposizione del nuovo corso.
Il suo ruolo di collante tra la gloriosa memoria storica e le ambizioni dei nuovi assetti dirigenziali si è rivelato fondamentale. Mariella ha saputo trasmettere il significato profondo di indossare la canotta del “Lupo” a generazioni di atleti profondamente diverse da quelle del 2000.
Dalla A1 alla B Nazionale: la firma sul nuovo miracolo
Il 14 giugno 2026 rimarrĂ una data impressa nella storia del club. Vincere gara-3 a Reggio Calabria per 76-84, resistendo ai tentativi di rimonta e uscendo tra gli applausi da un palazzetto caldissimo, richiede una soliditĂ mentale che spesso si costruisce proprio grazie a chi, quelle tensioni, le ha giĂ vissute nei massimi campionati italiani.
Vedere Gerardo Mariella festeggiare questo ritorno nel basket che conta, a distanza di così tanti anni dai primi storici trionfi, è il manifesto perfetto della resilienza della Scandone. Gli anni passano, i giocatori cambiano, ma la passione e la competenza di uomini come Mariella restano le fondamenta su cui la Scandone continua a scrivere le sue pagine più belle.