
C’è una Scandone che vince sul parquet di Reggio Calabria, sudando maglie biancoverdi e conquistando con le unghie una meritatissima promozione in Serie B Nazionale, e c’è una Scandone che vince dietro le quinte. Perché i grandi successi societari si costruiscono tanto con i canestri sul campo quanto con la capacità di raccontarli, di trasmettere passione e di gestire la pressione nei momenti cruciali. In questo, il club avellinese ha trovato un vero e proprio fuoriclasse: il suo addetto stampa, Carlo Maria Imparato.
Nelle ore febbrili che hanno accompagnato la cavalcata trionfale della squadra, il lavoro di Imparato è stato semplicemente e come sempre impeccabile. Chiunque si sia trovato a dover raccontare le cronache della Scandone in questa stagione ha potuto beneficiare non solo di una professionalità rara, ma di uno stile comunicativo che merita di essere lodato.
Una penna d’autore e un’umanitĂ rara
La prima cosa che salta all’occhio, leggendo i comunicati ufficiali e le note stampa del club, è l’assoluta qualitĂ della scrittura. In un mondo sportivo spesso dominato da clichĂ©, frasi fatte e freddi tabellini, le parole di Carlo Maria Imparato si distinguono per eleganza, precisione e una straordinaria efficacia narrativa. La sua è una penna d’autore, capace di informare ma anche di emozionare, restituendo dignitĂ e profonditĂ a ogni singolo match.
Ma il vero capolavoro di Imparato risiede nel suo approccio con la stampa. I giornalisti, si sa, sanno essere una categoria esigente, specialmente nei momenti di massima tensione agonistica. Carlo Maria ha saputo gestire il flusso mediatico della promozione con una disponibilitĂ d’altri tempi. Mai un tono sopra le righe, mai un momento di chiusura: il suo modo di porsi con i cronisti è un mix perfetto di rispetto per il lavoro altrui, puntualitĂ e squisita cortesia.
Al di lĂ del ruolo istituzionale, sono le sue doti umane a fare la differenza. Chi frequenta la sala stampa del Paladelmauro ne apprezza l’empatia, la solaritĂ e quella naturale capacitĂ di fare squadra anche fuori dal campo, alleggerendo la tensione con un sorriso o una parola di spirito sempre al momento giusto. Un collante umano prezioso, che ha contribuito a creare un clima di totale armonia attorno alla squadra durante tutto l’anno.
Un professionista perfetto, dunque? Sostanzialmente sì, se non fosse per un unico, singolare difetto che chi scrive fatica a perdonargli (ovviamente col sorriso): l’essere un interista sfegatato. Nonostante questo neo, merita un enorme grazie soprattutto per il valore di un uomo e di un professionista che ha firmato, con la sua penna e la sua umanitĂ , una delle pagine piĂą belle della recente storia della Scandone Avellino. La Serie B Nazionale attende la squadra sul campo, ma la comunicazione della società è giĂ da tempo in massima serie.