L’Italia di Luca Banchi risponde sul campo e lo fa con una prova di grande autorità: a Newcastle gli Azzurri travolgono la Gran Bretagna 93-57 nella gara valida per le qualificazioni al Mondiale 2027, trovando una vittoria pesante per classifica, fiducia e differenza canestri.


Partenza devastante e controllo totale

La partita si indirizza già nel primo quarto, quando l’Italia scappa con un parziale che nasce dalla difesa aggressiva e dal ritmo in transizione. Il quintetto con Mannion, Tonut, Niang, Veronesi e Diouf imprime subito il marchio alla gara: intensità, rimbalzi offensivi e triple in ritmo.

Il +18 dopo i primi 10 minuti è la fotografia di una squadra concentrata, capace di togliere certezze agli inglesi e di correre appena possibile.


I protagonisti azzurri

Dal tabellino emergono prestazioni diffuse, segno di una vittoria costruita con il collettivo:

  • Nico Mannion – 19 punti e 7/7 ai liberi: guida tecnica ed emotiva, letale quando alza i giri.
  • Momo Diouf – 10 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, 17 di valutazione: presenza dominante nel pitturato.
  • Saliou Niang – 9 punti, 6 rimbalzi, 4 assist: energia continua sui due lati del campo.
  • Amedeo Della Valle – 11 punti: impatto immediato dalla panchina.
  • Marco Spissu – 6 assist: regia lucida e ritmo sempre alto.

Molto positivo anche il contributo di Veronesi (8 punti) e Tessitori (9 con 2/2 da due), mentre Akele domina a rimbalzo (9).

A livello di squadra i numeri sono eloquenti:

  • 49% dal campo
  • 45 rimbalzi
  • 28 assist
  • solo 14 palle perse

Dati che raccontano una pallacanestro fluida e condivisa.


Difesa e profondità: il vero segnale

Al di là del punteggio, il messaggio più importante è la consistenza difensiva: la Gran Bretagna viene tenuta a 57 punti con basse percentuali e senza mai trovare continuità offensiva.

La profondità del roster – già emersa nelle convocazioni di questa finestra – si conferma un’arma decisiva, con tanti giocatori capaci di incidere in pochi minuti.


Una vittoria che pesa nel girone

Il successo arriva in un gruppo estremamente equilibrato, dove tutte le squadre erano a pari record dopo le prime gare.


Il segnale di Banchi

Dopo un avvio di qualificazioni fatto di alti e bassi, questa è la prima vera vittoria “di identità” dell’era Banchi: difesa, ritmo, palla che si muove e tanti protagonisti. Se questa deve essere la base, l’Italbasket ha mandato un messaggio chiaro al girone: c’è, ed è profonda.