mercato

Non è stato un periodo semplice per la Scandone Basket. Le difficoltà tecniche, i risultati altalenanti e un clima interno sempre più teso hanno portato la società a prendere decisioni forti, dolorose ma inevitabili. Scelte che segnano un punto di svolta netto in una stagione complicata, ma che aprono anche a una nuova fase, fatta di responsabilità e speranza.

La separazione dall’allenatore Carone è stata il momento più delicato. Una decisione maturata nel tempo, figlia di una visione che non riusciva più a tradursi in continuità e identità sul parquet. Insieme a lui, anche due giocatori hanno lasciato Avellino: Beck e Quarisa, allontanati per motivi tecnici e ambientali, nel tentativo di ricompattare uno spogliatoio apparso troppo spesso fragile.

Ma la Scandone non è una società che si lascia andare allo sconforto. Anzi. Il presente e il futuro portano il volto e l’energia del nuovo capo allenatore Ciro Dell’Imperio, accolto con grande fiducia da una presidente che crede profondamente nella sua capacità di rimettere ordine, ridare disciplina e soprattutto ricostruire entusiasmo. La sua pallacanestro è concreta, intensa, fatta di sacrificio: esattamente ciò di cui Avellino aveva bisogno.

Il mercato, intanto, è pronto a dare una mano. In casa biancoverde filtra una quasi certezza: arriveranno due rinforzi mirati, un pivot e un esterno, chiamati a colmare i vuoti lasciati dalle recenti partenze. Profili scelti con attenzione, funzionali al nuovo corso tecnico. E tra i corridoi del palazzetto si sussurra il nome di un lungo, uno di quelli che conosce bene il gioco sporco, le spallate e il lavoro silenzioso: un nome che affiancherà il pivottone Jacopo Ragusa che quest’anno è la vera rivelazione di casa Scandone. Chi ha saputo di questo contatto non può essere che contendo e d’altronde ne ha ben donde.

La forza del pubblico e del tifo organizzato

In mezzo alle difficoltà, però, c’è una certezza che non è mai venuta meno: il pubblico. Avellino continua a stringersi attorno alla Scandone con un affetto autentico, viscerale. Il calore del palazzetto, gli applausi anche nei momenti più duri e, soprattutto, la presenza costante degli Only Wolves, che seguono la squadra ovunque, senza condizioni, rappresentano il vero patrimonio di questo club.

È da qui che riparte la Scandone Basket: da scelte forti, da una nuova guida tecnica, da un mercato che promette risposte e da una tifoseria che non ha mai smesso di credere. Perché ad Avellino si può anche cadere, ma rialzarsi è un dovere.