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Un clima di crescente preoccupazione avvolge la Scandone Avellino. La convocazione della conferenza stampa fissata per giovedì 15 gennaio, alla presenza del presidente Marco Trasente, arriva in un momento particolarmente delicato della stagione e assume i contorni di un passaggio cruciale per il futuro del club biancoverde.

Il comunicato ufficiale parla di un “punto sulla situazione attuale” e di un bilancio dell’annata sportiva, ma è difficile non leggere tra le righe segnali di preoccupazione. Le parole “criticità” e “prospettive” contenute nella velina societaria sembrano anticipare un’analisi tutt’altro che facile, figlia di una stagione che finora non ha rispettato le aspettative del presidente, dell’ambiente e della tifoseria.

A rendere il quadro ancora più allarmante è la decisione, comunicata poche ore dopo, di escludere dal roster Andrea Quarisa e Filmore Beck. Due atleti che, pur con rendimento alterno, rappresentavano tasselli importanti della rotazione (entrambi nello starting five di inizio stagione) e che ora vengono dichiarati ufficialmente fuori dal progetto tecnico. Una scelta forte, che sa di scossa interna e che lascia inevitabilmente interrogativi sulle reali condizioni della squadra, sia dal punto di vista tecnico che gestionale.

L’uscita di scena di due giocatori in corsa, accompagnata da ringraziamenti di rito ma anche da un evidente cambio di rotta, alimenta dubbi sulla solidità del roster e sulla capacità della squadra di ritrovare equilibrio in una fase già complessa. La sensazione è che la società stia cercando di correre ai ripari, ma senza certezze immediate su come farlo. Da questo punto di vista, gioca a sfavore l’assenza di pezzi pregiati sia sul mercato giocatori che su quello dello staff tecnico.

Appuntamento giovedì alle ore 12 al Paladelmauro

La conferenza stampa di giovedì, dunque, non sarà un semplice appuntamento informativo. I tifosi, conoscendo bene il patron Trasente, attendono risposte chiare, parole che vadano oltre la diplomazia e che spieghino quali siano le reali intenzioni del club: se esista ancora un orizzonte credibile per salvare la stagione o se, invece, si stia già guardando oltre, accettando implicitamente un ridimensionamento in questa stagione.

Avellino osserva con apprensione. La Scandone, simbolo storico del basket cittadino, si trova ancora una volta a un bivio. E questa volta, più che mai, le parole del presidente Trasente saranno chiamate a dissipare un’ombra che si fa ogni ora più lunga.

Da parte nostra, chiediamo a pubblico, tifosi e semplici appassionati di basket di stare accanto con forza a questa realtà sportiva di Avellino. E invitiamo i giocatori veterani, Carlo Cantone e Andrea Iannicelli, a prendere per mano la squadra e a stringersi attorno a chi ancora non ha del tutto compreso cosa significhi la canotta con quella scritta sul petto o a chi, pur avendolo compreso, lo percepisce ancora come un peso.

Forza Avellino, forza Scandone.