
E allora diciamolo senza piĂš giri di parole, senza diplomazie, senza alibi buoni per tutte le stagioni: la sconfitta della Scandone Avellino contro lâAquila Basket è lâennesima fotografia di una squadra vuota, svuotata prima ancora che di idee, di anima e di dignitĂ sportiva.
Il cambio di allenatore? Inutile. Totalmente inutile. Chi pensava che bastasse cambiare guida tecnica per vedere una reazione, una scossa, uno scatto dâorgoglio, oggi deve fare i conti con la realtĂ . Il problema non era (solo) la panchina. Il problema è in campo. Ed è grave.
PerchĂŠ puoi cambiare schemi, rotazioni, difese, parole nello spogliatoio. Ma se i giocatori scendono in campo senza fame, senza rabbia, senza rispetto per la maglia che indossano, non câè allenatore che tenga. E stasera â come troppe altre volte â abbiamo visto giocatori indegni di vestire il biancoverde.
Indegni non per una serata storta al tiro. Quello può capitare. Indegni per lâatteggiamento. Indegni per la mollezza. Indegni per la resa anticipata non appena lâAquila Basket ha alzato un minimo il tono fisico e mentale della partita.
Appena le triple hanno smesso di entrare, il buio totale. Zero alternative, zero soluzioni, zero carattere. Una squadra che va in confusione al primo parziale subito, che si scioglie come neve al sole, che abbassa la testa invece di stringere i denti. Sempre lo stesso film, sempre lo stesso finale.
E no, non proviamo nemmeno a salvare singoli reparti o prestazioni isolate. Qui il problema è collettivo. à un gruppo che non è un gruppo. à un insieme di giocatori che sembrano convivere sul parquet, non combattere insieme. Ognuno per conto suo, nessuno che si prenda una responsabilità vera quando la partita gira male.
La Scandone non perde: si arrende. E questa è la cosa piÚ inaccettabile.
Câerano i tifosi, câera la storia, câera lâobbligo morale di dare tutto. E invece abbiamo assistito allâennesima prestazione senzâanima, a unâaltra partita gettata via senza nemmeno provare a cambiarne lâinerzia. Nessuna reazione, nessuna scintilla, nessun segnale che dica âquesta maglia pesa, ma io sono qui per onorarlaâ.
E allora smettiamola di raccontarci favole. Smettiamola di pensare che basti aspettare. Smettiamola di nasconderci dietro i âperiodi noâ.
Chi non è in grado di reggere la pressione, chi non capisce cosa significhi giocare per Avellino, chi non lotta, deve farsi da parte. PerchÊ perdere si può. Ma perdere cosÏ, no. Non sempre allo stesso modo, sempre senza mordente, sempre senza orgoglio.
La societĂ ha fatto la sua parte. Gli Only Wolves la fanno sempre. Ora tocca ai giocatori. E se non sono in grado di rispondere, che qualcuno se ne assuma finalmente la responsabilitĂ .
PerchÊ la Scandone è una cosa seria. E vederla umiliata cosÏ, partita dopo partita, fa male. Molto male.