La serie si deciderà al PalaDozza, ma intanto Avellino si gode una notte da grande squadra. La vittoria in gara 4 contro la Fortitudo Bologna non rappresenta soltanto il 2-2 nella serie: è la fotografia di una formazione capace di resistere alle difficoltà, di compattarsi nei momenti delicati e di trascinare un’intera piazza verso un sogno che, qualche settimana fa, sembrava quasi proibito.

Al Del Mauro si è respirata l’atmosfera delle grandi occasioni. I tifosi biancoverdi hanno spinto la squadra dal primo all’ultimo possesso, ritrovando quell’entusiasmo che richiama i tempi migliori della pallacanestro irpina. E la squadra di coach Di Carlo ha risposto con una prova intensa, lucida e soprattutto matura.

Dopo un primo tempo equilibrato, la partita è cambiata nel terzo quarto, quando Avellino ha alzato l’aggressività difensiva, approfittando anche di una Fortitudo apparsa improvvisamente fragile. I biancoverdi hanno trovato energia, ritmo e fiducia, scavando il solco decisivo grazie alle giocate dei propri stranieri, ancora una volta determinanti. Monumentale la prestazione di Jaren Lewis, “un generale” capace di guidare la squadra nei momenti più complicati.

Dall’altra parte, invece, a Bologna il clima appare tutt’altro che sereno. Tra i tifosi della Effe prevalgono delusione e nervosismo. Molti commenti parlano apertamente di una squadra scarica mentalmente e fisicamente, condizionata anche dalle tensioni delle ultime settimane e da alcune vicende interne finite inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento. C’è chi punta il dito contro la gestione tecnica, chi critica l’atteggiamento della squadra e chi teme che una stagione quasi perfetta possa complicarsi proprio sul più bello.

Particolarmente contestata dai sostenitori bolognesi la scelta tattica di affidarsi quasi esclusivamente al tiro da tre punti, rinunciando spesso ad attaccare il ferro. Numeri e sensazioni che hanno alimentato le perplessità attorno alla prova offensiva della Fortitudo, incapace di trovare continuità nei momenti chiave della gara. Alcuni tifosi parlano apertamente di gruppo nervoso e poco sereno, altri invece provano ancora a fare quadrato attorno alla squadra, ricordando che la serie è ancora apertissima e che il PalaDozza potrà avere un peso decisivo.

Ad Avellino, però, nessuno vuole fermarsi adesso. Ed è forse questo l’aspetto più significativo. Nonostante le assenze e gli acciacchi, il gruppo biancoverde continua a dare l’impressione di avere fame, entusiasmo e leggerezza mentale. “La pressione ora è tutta dalla loro parte”, scrivono molti tifosi irpini sui social, già pronti a organizzare l’esodo verso Bologna.

In città cresce la convinzione che questa squadra abbia già superato i propri limiti, ma anche la sensazione che il meglio possa ancora arrivare. Gara 5 sarà durissima, in un ambiente storico e caldissimo come il PalaDozza, ma Avellino ci arriverà con un’arma che forse oggi pesa più di ogni tattica: la serenità di chi sente di avere già conquistato il rispetto di tutti.

E adesso, davvero, tutto può succedere…