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Mercoledì sera il PalaDelMauro dovrà essere molto più di una serata di tifo. Il palazzetto dovrà diventare un fortino biancoverde, una bolgia di passione, una notte da playoff vera. Alle 20:30 la Scandone sfiderà l’Esperia Cagliari in gara 1 dei quarti di finale di B interregionale, una serie che promette intensità, agonismo e grande basket.

I sardi arrivano ad Avellino dopo aver eliminato Brindisi ribaltando il fattore campo e dimostrando carattere, organizzazione e grande compattezza mentale. Coach Federico Manca ha definito la Scandone “la grande favorita”, ma proprio per questo Cagliari arriverà senza paura, pronta a giocarsi ogni possesso con aggressività e disciplina.

E allora servirà una Scandone feroce. Servirà la fame di chi conosce il peso della storia che porta sul petto. Perché il lupo biancoverde non gioca mai da solo.

La squadra di coach Ciro Dell’Imperio arriva a questo appuntamento dopo aver travolto Messina in gara 3 degli ottavi con una prova di forza impressionante: difesa dura, energia continua e qualità offensiva.

In campo ci saranno uomini che ormai rappresentano l’anima di questa squadra. Fabio Stefanini, capace di accendersi nei momenti decisivi; Andrea Scanzi, leadership e intensità su entrambi i lati del parquet; Primoz Kmetic, il cui impatto nella serie contro Messina è stato determinante; Donato Vitale e un gruppo che ha saputo costruire, settimana dopo settimana, identità e spirito di sacrificio. Ma i citati sono solo una parte di un gruppo che giorno dopo giorno ha acquisito coscienza della propria forza.

Ci preme solamente fare un altro nome, quello del capitano Andrea Iannicelli. Uscito dalle rotazioni a causa del regolamento sui senior, è quello che vive con più coinvolgimento emotivo la partita. Da dietro la panchina tiene il polso dei compagni, li incita per 40 minuti, esulta ad ogni giocata. E i compagni questo lo notano, sanno di poter contare nello sguardo benevolo del capitano quando si siedono in panca dopo qualche momento opaco o nell’esultanza di Andrea dopo ogni giocata finita a canestro.

E poi ci saranno loro. Gli Only Wolves.

Non semplici tifosi. Non semplice tifo organizzato. Gli Only Wolves sono il cuore pulsante della Scandone, il boato che scuote il Del Mauro, la spinta che trasforma una partita in cuore e appartenenza. Nei playoff il pubblico non è contorno: è parte della partita. È il sesto uomo. È quella scarica emotiva che può cambiare l’inerzia di una serie.

Domani sera Avellino deve rispondere presente.

Questa non è solo gara 1. È una chiamata alla città. È il richiamo della canotta biancoverde con lo stemma e la scritta Scandone Avellino. È la possibilità di vivere un’altra notte di basket che profuma di storia, passione, ricordi e identità.

L’Esperia Cagliari è avversario vero, squadra organizzata e pericolosa, capace già in stagione di mettere in difficoltà tanti avversari e di chiudere la regular season nella parte alta della classifica. Ma la Scandone ha dimostrato di avere qualcosa in più: profondità, carattere e soprattutto un popolo intero pronto a spingerla.

Domani ogni applauso, ogni coro, ogni bandiera può fare la differenza. Perché certe partite non si guardano soltanto, si vivono. Con il lupo sul petto, con il lupo dentro.