
Avellino risponde sul campo. E lo fa con una prestazione di sostanza, ribaltando inerzia e narrativa dopo la battuta d’arresto del turno precedente. Al Taliercio, gli irpini superano la Gemini Mestre 85-83 al termine di una gara intensa, giocata sul filo dei possessi e risolta nei dettagli tecnici e mentali.
La squadra biancoverde costruisce il successo attraverso un attacco più fluido e distribuito rispetto alle ultime uscite: 21/45 da due punti e un significativo 9/26 dall’arco testimoniano una buona gestione degli spazi e delle letture contro la difesa mestrina. Ma è soprattutto nella gestione dei ritmi e nella presenza a rimbalzo (50 carambole complessive contro le 34 degli avversari) che Avellino piazza il break decisivo.
Approccio e sviluppo offensivo
L’inizio è caratterizzato da un Avellino più ordinato nella costruzione, con una circolazione di palla che cerca sistematicamente il lato debole. Le uscite dai blocchi e le situazioni di pick and roll centrale producono vantaggi, sfruttati in particolare da Lewis (22 punti) e Mussini (19), veri riferimenti nella creazione dal palleggio. Bene anche la second unit, capace di garantire energia e continuità, soprattutto con Pini e Jurkatamm nel lavoro sporco.
Fase difensiva e adattamenti
Difensivamente, la squadra di casa alterna momenti di pressione sulla palla a fasi più contenitive, abbassando il baricentro per proteggere l’area. Mestre trova comunque soluzioni con un ispirato Stefanelli (19 punti) e con la fisicità di Bonacini e Boussanuka, ma Avellino è brava a non disunirsi nei momenti di difficoltà, limitando le seconde opportunità e contenendo le transizioni.
Il momento chiave
Nel secondo tempo, la gara si trasforma in una partita a scacchi. Mestre prova a spaccarla con il tiro da tre (8/22 complessivo), mentre Avellino risponde con pazienza, attaccando i close-out e andando con continuità in area. Il parziale decisivo arriva grazie a una maggiore lucidità negli ultimi possessi: gestione del cronometro, scelte pulite e una difesa che, pur concedendo qualcosa, riesce a sporcare i tiri più pesanti.
Segnali incoraggianti
Oltre al risultato, ciò che conforta è la reazione mentale. Dopo i due stop consecutivi contro Bologna e Cremona, c’era bisogno di una risposta immediata, e questa è arrivata con personalità. La squadra ha mostrato compattezza, capacità di adattamento e soprattutto una chiara identità nei momenti caldi. La corsa playoff, dunque, non subisce frenate brusche. Anzi, questa vittoria rilancia le ambizioni degli irpini, che dimostrano di poter reggere l’urto anche nelle partite punto a punto. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta.