Angri – Una vittoria pesantissima, sofferta, sporca e per questo ancora più preziosa. La Scandone Avellino espugna il parquet di Angri per 83-87 al termine di una partita che sembrava la fotocopia di tante altre: avvio travolgente degli irpini, blackout prolungato e rimonta degli avversari. Poi, negli ultimi cinque minuti, la svolta che cambia tutto e consegna ai biancoverdi un successo destinato a restare nella memoria dei tifosi.

Partenza sprint, poi il copione già visto

L’inizio della Scandone è da manuale. Difesa aggressiva, transizioni veloci e una precisione chirurgica al tiro: il parziale di 15-0 fa subito capire che Avellino è scesa in campo con la faccia giusta. Angri fatica a trovare ritmo, mentre gli irpini dominano su entrambi i lati del campo.
Ma proprio quando la gara sembra indirizzata, arriva il calo. Le percentuali scendono, la difesa perde intensità e Angri cresce possesso dopo possesso. Il pubblico di casa spinge, la squadra risponde con energia e ribalta l’inerzia. Sembra davvero la “solita partita”: Avellino brillante all’inizio e poi incapace di reggere la pressione.

Angri meglio per lunghi tratti

Tra secondo e terzo quarto i padroni di casa prendono il controllo emotivo e tecnico della gara. Più aggressivi sui rimbalzi, più lucidi nelle scelte offensive e con un Martinez in più, riescono a mettere in difficoltà la Scandone, che appare confusa e poco incisiva. Il sorpasso arriva con merito e per diversi minuti Angri dà l’impressione di poter chiudere i conti.

Gli ultimi 5 minuti: la vera Scandone

Quando tutto sembra perduto, Avellino cambia volto. Negli ultimi cinque minuti la squadra ritrova intensità difensiva, recupera palloni fondamentali e torna a correre in contropiede. I biancoverdi rosicchiano punto dopo punto, fino al sorpasso che spezza l’equilibrio. La freddezza nei possessi decisivi e una difesa finalmente compatta permettono alla Scandone di chiudere la gara sull’83-87, ribaltando una situazione che sembrava compromessa.

La polemica TV: parole gravissime

A fine partita però non si parla solo di basket. Durante la diretta televisiva, il commentatore ha dichiarato che la partita sarebbe stata “decisa a tavolino dagli arbitri”. Una frase pesantissima, che supera di gran lunga il diritto di critica e rischia di alimentare tensioni inutili. Le decisioni arbitrali possono essere discusse, analizzate e persino contestate, ma insinuare manipolazioni o favoritismi senza prove concrete è irresponsabile e pericoloso per l’ambiente sportivo. Il basket vive di passione, ma anche di rispetto per tutti i protagonisti: squadre, tifosi e ufficiali di gara. Parole del genere non aiutano nessuno e rischiano solo di gettare ombre su una partita che, invece, è stata decisa soprattutto dalla determinazione mostrata da Avellino nel finale.

Only Wolves, una trasferta da raccontare

Sugli spalti, come sempre, non è mancato il sostegno degli Only Wolves, il cuore caldo del tifo organizzato biancoverde. Partiti per Angri con la solita carica, tornano a casa con una vittoria da raccontare per anni: cori incessanti, presenza compatta e una festa finale che testimonia quanto questa squadra significhi per la città. Per loro – e per tutto il popolo irpino – questa non è una semplice vittoria esterna, ma una serata destinata a diventare storia.

La Scandone Avellino torna da Angri con due punti pesanti e una lezione importante: anche quando il copione sembra già scritto, la partita può cambiare negli ultimi minuti. E questa volta, finalmente, il finale sorride ai biancoverdi.