Sconfitta 83 a 57 contro la Tiber Roma

Roma

Lo dicemmo con una semplice domanda in una delle prime conferenze stampa della stagione, dopo aver visto il precampionato, alcune partite di campionato, molte vittorie (per fortuna) e qualche sconfitta: “la Scandone di quest’anno sembra non avere alternative quando iniziano a non entrare i tiri da tre“. Era un constatazione facile, anche abbastanza riduttiva ma rappresentava la verità derivante da quello che si vedeva sul campo.

Quarisa completamente fuori dagli schemi, a tratti addirittura inutile alla squadra e pericoloso anche per se stesso. Un’ombra in campo, messo a fare l’unica cosa che probabilmente sa fare meno: correre e fare lavoro sporco per i compagni. Pensammo che la soluzione c’era ed era in casa: Ragusa. E infatti il pivottone è salito nelle gerarchie del minutaggio. Ma non è questo o non solo questo il problema. E chiariamoci. Per la B interregionale Quarisa è un lusso. Ma va utilizzato per ciò che sa fare.

Stasera persino Cantone ha perso 3 o 4 palle come probabilmente non le aveva perse in tutta la propria carriera. E ci affidiamo alla comprensione dei lettori se ci asteniamo dal commentare il reparto esterni nel suo complesso. Con tutte le giustificazioni possibili, la prestazione di stasera è stata indegna.

Descriviamo la partita di stasera alla palla a due: ultima partita dell’anno, gli Only Wolves che, come sempre, seguono numerosi la squadra, il presidente Trasente seduto lì vicino. C’erano tutti i crismi per tornarsene a casa con una prestazione soddisfacente.

Ma evidentemente il materiale della tendostruttura non era di gradimento e la squadra, sdeng su sdeng, ha costruito un palazzetto intero di mattoni. Ma la questione non è neppure dei tanti errori. E’ non saper fare altro. E’ andare in bambola non appena le bocche di fuoco fanno cilecca. Possiamo sperare che non succeda mai?

Più semplice che succeda sempre più spesso quando la palla inizierà a pesare e le partite saranno da dentro e fuori. E allora cosa faremo? La Scandone avrà gettato un altro anno alle ortiche? Ci sarà nuovamente il miraggio di un ripescaggio estivo?

Sinceramente siamo stufi di vedere queste prestazioni. E siamo certi che lo siano anche presidente e dirigenza. Nel prossimo mese la Scandone giocherà poco e si dovrà allenare molto. E’ questo il momento di scegliere cosa sia meglio per la squadra, per l’allenatore, gli sponsor e lo staff. Se credere nel gruppo o constatare che un gruppo non c’è mai stato provando a intervenire con decisione sul mercato.

E, crediamo non ci siano dubbi, stiamo parlando da fieri sostenitori della società e della squadra. E non stiamo dicendo che quello di quest’anno è fino ad ora un campionato deficitario. Ma le sconfitte, purtroppo, sono arrivate sempre in questo modo. Arrendendosi.

SI torna da Roma con l’amaro in bocca e con la sensazione che ciò che fa la società per i giocatori non ritorni in impegno e combattività. Questa sensazione, se corrispondesse al vero, sarebbe grave, gravissima.

C’è da recuperare molto e su tantissimi aspetti: dal carattere, all’apporto tecnico di ognuno dei giocatori. Sarà in grado la dirigenza di far capire ai giocatori il significato di indossare quella maglia con la scritta Scandone? Perché perdere si può perdere. Ma non così. Non davanti ai tifosi in trasferta, non senza provare a fare qualcosa di diverso, non senza lottare.