
Il commento
Siamo sicuri che venerdì notte Cantone non abbia sognato di dire “Ma sì, spacchiamo su tutto e occupiamo il paradiso!” ma è quello che ha fatto ieri sera. Ha preso per mano i compagni della panchina e li ha eletti a divinità del basket, cambiando la partita quando lo starting five non sembrava all’altezza della situazione.
Carlo è una certezza e Carone con le certezze non scherza ma le sfrutta. Quando è il momento di dare una svolta alla partita sa su chi contare. Quel “ragazzo” con qualche anno di basket sulle spalle, con pochissima esperienza di sport quali il curling e i 200 metri ad ostacolo di nuoto ma che la palla a spicchi può spiegarla anche in certamen contro Steve Nash, è un monumento alla determinazione. God save the corner, diremmo…
Ma una, anzi due parole le dobbiamo spendere anche sull’enorme prestazione di Jacopo Ragusa. Ha Quarisa davanti ed è oggettivamente difficile trovare spazio. Fin qui ha comunque disputato un buonissimo campionato. Ieri poi ha fatto il capolavoro. Con Quarisa stranamente a perdersi in ogni bicchier d’acqua che gli porgevano gli avversari, è stato lui a fare la differenza. La prova? Carone lo toglie solamente quando le bombole di ossigeno sarebbero state troppo ingombranti per entrare in campo.
Le parole di coach Carone
Sono molto felice di aver battuto una squadra come Cagliari, costruita per stare nelle zone alte della classifica. Oggi tutti hanno dato un contributo fondamentale: Ragusa, Cantone, Tonello e Iannicelli sono stati decisivi, soprattutto considerando l’assenza di Beck e il recupero parziale di Duranti. Stiamo lavorando nella direzione giusta e dobbiamo continuare con questa energia e intensità.
Il recap del match
La Scandone Avellino continua a macinare vittorie e certezze. Nella decima giornata della Serie B Interregionale i biancoverdi mettono in cassaforte altri due punti preziosi, superando l’Esperia Cagliari al Paladelmauro con un convincente 74-62 e salendo così a quota 14 in classifica. Una sfida intensa, che i lupi hanno saputo indirizzare soltanto nell’ultimo quarto grazie alla maggiore profondità del roster e a una panchina ancora una volta determinante.
Nonostante le difficoltà della vigilia – con Beck ai box e Duranti appena recuperato da un virus intestinale – la Scandone ha mostrato carattere, durezza mentale e un’efficace gestione del ritmo, elementi che hanno permesso alla squadra di coach Carone di portare a casa un match rimasto in equilibrio per oltre trenta minuti.
A trascinare il gruppo sono stati Vitale e Ragusa: il play-guardia casertano ha chiuso con 19 punti, 7 rimbalzi e 23 di valutazione, confermandosi leader tecnico ed emotivo; il centro ex Siena ha messo a referto 14 punti e 6 rimbalzi, risultando un fattore sotto le plance. Ma la chiave di volta della serata porta un nome preciso: Carlo Cantone.
Il veterano biancoverde ha gestito il pallone con lucidità nei momenti cruciali, ha orchestrato l’attacco con tempi perfetti e ha saputo colpire anche dalla lunga distanza nei frangenti decisivi. Oltre ai suoi 12 punti, è stata la sua presenza a dare stabilità e continuità al flusso offensivo della Scandone. Il suo impatto è stato amplificato da quello dell’intera panchina avellinese, che ha cambiato inerzia alla partita offrendo energia, difesa e punti quando la gara sembrava scivolare dalla parte dei sardi.
La partita
Avvio di match ad alto ritmo, con Cagliari che sorprende i padroni di casa grazie alle iniziative del duo Potì-Frattoni e alle due bombe consecutive di Cabriolu, volando fino al +9. Avellino risponde con Vitale, bravissimo a recuperare palloni e ad accendersi in transizione, e con Cioppa, ma è l’ingresso di Ragusa e Cantone a mutare il copione del primo quarto.
Ragusa impone immediatamente la propria fisicità nel pitturato, mentre Cantone, con freddezza da veterano, firma nel finale il canestro del sorpasso. Si va alla prima sirena sul 24-23 per i lupi.
Nel secondo quarto la Scandone allunga grazie al perfetto asse Cantone-Ragusa, che confeziona un parziale di 9-0 alimentato anche dal contributo di un Tonello energico e presente su entrambe le metà campo. Avellino tocca il +10, ma Cagliari non molla: le urla di coach Manca risvegliano i rossoblù, che rientrano grazie a Thiam e Morgillo. Sul finale, Frattoni e Cabriolu approfittano di qualche blackout dei biancoverdi e riportano gli ospiti a un solo possesso: all’intervallo è 40-39.
Dopo la pausa lunga, il match continua sui binari dell’equilibrio. Quarisa si sblocca con due ottime finalizzazioni da sotto, mentre Thiam sfrutta i suoi centimetri nel pitturato. Gli errori non mancano da entrambe le parti, ma è ancora Avellino a trovare il colpo di coda con Vitale e Iannicelli, che fissano il nuovo +10 alla terza sirena: 56-46.
L’ultimo quarto vede la Scandone provare l’allungo definitivo, ma Cagliari resta in scia rispondendo agli affondi dei lupi. Vitale realizza liberi pesanti, Ragusa continua a dominare nel traffico e, soprattutto, Cantone piazza una tripla sanguinosa a metà periodo che vale di nuovo il +10 e spezza definitivamente l’inerzia. È il colpo che manda al tappeto gli ospiti, incapaci da lì in avanti di rientrare mentalmente e tecnicamente.
Avellino controlla il finale e vince meritatamente 74-62.
Prossimo turno
Sabato 6 novembre la Scandone sarà ospite della Miwa Energia Benevento.
Parziali
24-23; 16-16; 16-7; 18-16.
Tabellino
Avellino: Scanzi 3, Piazza -, Cioppa 10, Cantone 12, Ragusa 14, Quarisa 4, Iannicelli 3, Duranti 2, Tonello 7, Vitale 19, Beck -.
Coach: Carone.
Cagliari: Manca N. -, Cabriolu 11, Potì 6, Frattoni 9, Thiam 14, Picciau 9, Locci -, Tocco -, Morgillo 11.
Coach: Manca Federico.