Nate Green

Quando torna in Italia é molto facile incontrare Nate Green al La Isla bar dove é solito fermarsi a salutare i suoi amici di Avellino. Sono incontri frutto di una amicizia solida, nata quando l’ex campione della Scandone era in Irpinia. E la memoria va a quegli anni straordinari, quando la squadra di Avellino era la regina del Sud Italia; quando gli appassionati avellinesi potevano applaudire e tifare per campioni di livello assoluto, star in campo e uomini di spessore nella vita di tutti i giorni.

E’ per noi di Obasket un onore poter scambiare due parole con Nate che oggi è un ottimo arbitro dell’NBA, il campionato di basket più bello ed intenso del mondo. Ringraziamo per questa possibilità l’avellinese Carmine Cornacchia che ha fatto da tramite tra noi e l’ex giocatore della Scandone

D: Nate, cosa ricordi con più affetto del tuo periodo ad Avellino, dentro e fuori dal campo?

Le cose che ricordo con più emozione sono le persone che ho incontrato ad Avellino e che sono diventate come una famiglia. Le relazioni sono la cosa più importante nella vita.

D: Qual è stata la partita più emozionante che hai giocato con la Scandone?

Sicuramente la mia prima partita con la maglia biancoverde. I tifosi erano i migliori e i più rumorosi che abbia mai incontrato. E poi, ovviamente, i derby che abbiamo giocato contro il Napoli.

D: Che tipo di legame avevi con i tifosi irpini? Ti capita ancora di sentire qualcuno?

Il legame che ho con i tifosi e la gente dell’Avellinese è profondo. Come ho detto, ho stretto amicizie che dureranno per la vita. Persone che ora sono come una famiglia. Preziosi, Sapienza e soprattutto le famiglie Cornacchia. Mi considerano loro figlio e saranno la mia famiglia per sempre.

D: Cosa rendeva speciale quella squadra a livello di spogliatoio e gruppo?

Indossare la maglia dell’Avellino è un’esperienza speciale. Bisogna comprenderne la storia e la mentalità da sfavorito per indossarla nel modo giusto. Lavoratori, tenaci, negli Stati Uniti diciamo “blue collar”. Questo è il modo di essere degli avellinesi e questo deve essere il modo di essere di tutti i giocatori che vengono a giocare qui.

D: Possiamo fare qualche domanda relativa alla tua nuova e bellissima esperienza come arbitro NBA?

Purtroppo non posso rispondere a domande sull’NBA. Posso solo dirti che lavorare nell’NBA è il lavoro più bello del mondo. E il più difficile. Devi essere pronto in ogni momento a rispettare le regole e gli standard del basket NBA. Ci alleniamo 12 mesi all’anno per preparare al meglio corpo e mente a svolgere il nostro lavoro ai massimi livelli. Sono orgoglioso di essere una delle 72 persone al mondo a cui è stato affidato questo privilegio

E, a proposito di privilegi, noi avemmo quello di vederlo giocare al Paladelmauro. Anni indimenticabili. Larry Middelton, ex star NCAA, vestiva la maglia della Scandone indossando la fascia di capitano. E Nate Green, guardia di grande spessore tecnico, deliziava i tifosi del Paladelmauro con le sue mani morbide e i sapienti polpastrelli.

Vedere che ci sono ancora molti giocatori che hanno bellissimi ricordi della nostra terra e di tutti noi è un onore ed allo stesso tempo una spinta fortissima a fare bene. La Scandone ha ora volti nuovi e prospettive diverse. Volare basso e guardare in avanti ma conservando nel cuore il ricordo di quel passato glorioso che giocatori come Nate Green fanno rivivere ogni qual volta tornano nella nostra terra.

D: Grazie Nate per l’intervista e per le tue parole

Grazie a voi di Obasket e a tutti i tifosi. Siete sempre nel mio cuore.