
Con la proroga della prima fase della Campagna Abbonamenti arrivano anche le dichiarazioni del presidente della S.S. Avellino Basket Giuseppe Lombardi.
Siamo davvero orgogliosi della risposta ricevuta dai nostri tifosi e dagli appassionati. In due settimane sono stati sottoscritti 600 abbonamenti, un dato che ci ha spinto a prorogare la prima fase. Riprendendo il tema della nostra campagna, potremmo dire che l’entusiasmo è contagioso. Sentiamo che stiamo lavorando nella giusta direzione
Lombardi: “Stiamo lavorando nella giusta direzione”
Il secondo tema toccato dal presidente è il basket mercato, su cui la società sta lavorando
Stiamo costruendo una rosa competitiva, con innesti mirati rispondendo ad una precisa richiesta tecnica. Giocatori che abbiamo scelto e che ci hanno scelto e non vediamo l’ora di vedere in campo. Mancano ancora delle pedine, che proveremo a chiudere nelle prossime settimane e sicuramente non lasceremo nulla al caso.
Cosa dicono i numeri della campagna abbonamenti
Secondo quanto riportato dalla società, finora sarebbero stati sottoscritti 600 abbonamenti. Pochini se si considera lo sforzo fatto lo scorso anno e il roster che Avellino Basket sta costruendo per il prossimo campionato. I prezzi sono decisamente aumentati ed è un fatto. E’ un fatto anche che, una volta terminato il periodo a prezzi scontati, le tessere sottoscritte saranno davvero poche. Da qui l’ovvia necessità di prorogare la prima fase della campagna abbonamenti.
Le chiacchiere stanno a zero. Con L’Avellino Calcio in serie B, la Scandone e mettiamoci pure la Sandro Abate, i tifosi avellinesi debbono per forza scegliere cosa vedere, a cosa abbonarsi e a cosa rinunciare. E non è solo una questione di soldi. E’ un problema vecchio questo. Anche negli anni d’oro della Scandone, il Paladelmauro risultava mezzo vuoto quando non c’erano partite di cartello. Abbiamo persino snobbato le coppe europee, viste soltanto da un piccolo manipolo di appassionati che sono lo zoccolo duro del tifo cestistico biancoverde.
I 600 abbonamenti fatti oggi, seppur come detto risultano essere pochi in termini numerici, sono il frutto delle ottime cose fatte negli ultimi due anni. Se solo Avellino Basket avesse fatto un campionato 2024/2025 mediocre, staremo parlando di numeri ancor più bassi. L’aumento dei prezzi ha sicuramente influito su questo risultato. La risposta del pubblico biancoverde è stata finora tiepida, purtroppo. Imputare alla società la colpa di questo è capire poco di pallacanestro e di Avellino.
Cercando il pelo nell’uovo, probabilmente se un errore c’è stato, è stato quello di tenere lo scorso campionato i prezzi degli abbonamenti molto bassi. Non vogliamo esprimerci sulla necessità e sulle motivazioni che spinsero verso quella scelta. Ma quelli erano prezzi da, forse, serie B (19 partite a 80 euro per una tribuna superiore con la scontistica “parente di giocatore delle giovanili”). Oggi chi trova prezzi aumentati del 50% si vede ovviamente spiazzato.
Ma, credeteci, i prezzi sono ancora bassi per un campionato di A2, in linea con quelli di molte squadre ma decisamente più bassi rispetto a quelli di molte altre. La cultura sportiva passa anche dalla consapevolezza che affrontare un campionato, in qualsiasi serie venga giocato, ha un costo. Purtroppo è così, ci piaccia o no.
Lombardi e Nevola oggi danno un’altra opportunità al popolo biancoverde. Quella di sottoscrivere le tessere d’abbonamento ancora per qualche giorno a prezzo scontato e non pieno. Basta approfittarne, andare nella sede della società e dare quella fiducia che meritano nei fatti dopo una promozione e un campionato di A2 di alto profilo.