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Il commento di Scandone Avellino – BS Messina

Gara 1 da prendere come ottimo fieno in cascina. La Scandone mette a frutto la prima partita in casa di questi playoff e avrĂ  a Messina mercoledì sera la prima occasione per portarsi a casa la qualificazione ai quarti di finale. Nonostante l’esito della partita non sia stato mai in discussione, i Peloritani (seguiti da una ventina di tifosi) hanno provato a stare a ruota dei biancoverdi. Buona partita anche la loro, sorretti dalle giocate di un play, Leonardo Marinelli, che ha fatto impazzire la difesa di casa. Primoz, Bruno e Andrea Donda fanno la differenza.

Gay non si misura la palla a spicchi e crede di essere John Stockton. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, compreso il mancato rispetto per la canotta che indossa, trattata come una pezza da togliersi quando gli saltano i nervi per una più che giusta sostituzione. Nessuno discute le qualità, il giocatore però dovrebbe mettersi in discussione e recitare un mea culpa.

Prendere esempio, magari, da Carlo Cantone. Nove assist e una ritrovata freschezza che lo collocano nell’olimpo dei grandi passatori biancoverdi. Vitale e Cioppa fanno il possibile per dare il proprio contributo ma ci riescono con alterne fortune. Discorso a parte per Jacopo Ragusa. Alterna cose buone a cose meno buone ma sembra lottare piĂą con se stesso che con gli avversari. E’ un giocatore di cui non possiamo fare a meno e dovrĂ  farsi trovare pronto nelle prossime gare, soprattutto dal punto di vista del focalizzarsi su ciò che sa fare e sul come farlo bene. Forza Jacopo.

Apriamo una parentesi tricologica. Duranti e Stefanini hanno deciso di tornare ragazzini con un look piĂą pulito. Se per Bruno il risultato è stato tre triple consecutive e un’ottima partita fermata solo per un fastidio alla caviglia, Fabio ha fatto la fine di Sansone che perdendo i capelli perse pure la sua forza. La barba ricresce in fretta, per fortuna…

Il recap della partita

Parte con il piede giusto la corsa playoff della Scandone Avellino, che davanti al proprio pubblico supera 79-66 la Basket School Messina e si prende Gara 1 della serie. Al Pala Del Mauro va in scena una sfida intensa, ma alla lunga sono i biancoverdi a fare la differenza grazie a maggiore profonditĂ  e qualitĂ  nelle giocate chiave.

L’uomo copertina è Kmetic, autentico trascinatore con 28 punti, ben supportato da un Duranti incisivo soprattutto nelle fasi iniziali e da un reparto lunghi solido con Ragusa e Donda, determinanti nel controllo dei rimbalzi. Importante anche il contributo della panchina, segnale di una squadra compatta e pronta a rispondere in ogni momento.

Partenza in salita, poi il break decisivo

L’avvio sorride agli ospiti, che con Chakir e Beltadze mettono in difficoltà Avellino approfittando di qualche errore di troppo. Il time-out di coach Dell’Imperio cambia però l’inerzia: Kmetic e Duranti colpiscono dall’arco e firmano un parziale di 8-0 che ribalta il match. La difesa irpina cresce e nel finale di primo quarto il divario è già netto: 23-10.

Nel secondo periodo la Scandone alza ulteriormente il livello: circolazione fluida, tiri ad alta percentuale e difesa attenta. Vitale si accende da tre, Donda domina nel pitturato e Duranti spinge il vantaggio fino al +21. All’intervallo lungo il punteggio dice 43-24.

Messina reagisce, Avellino controlla

Dopo la pausa lunga arriva la reazione della Basket School Messina: Marinelli guida un parziale di 10-2 che riapre la partita. I biancoverdi calano d’intensità e faticano in attacco, permettendo agli ospiti di rientrare fino al 55-44 al 30’.

Nell’ultimo quarto, però, Avellino ritrova ritmo e lucidità. Kmetic torna protagonista con punti pesanti, Scanzi dà equilibrio e una transizione chiusa da Gay riporta i padroni di casa sul +18. Messina prova a restare in partita con Warden e Chakir, ma il finale è sotto controllo: 79-66 e serie sull’1-0.

Dell’Imperio: “Ottimo approccio, ma Gara 2 sarà battaglia”

Soddisfatto a fine gara coach Dell’Imperio:

Era fondamentale partire bene. La squadra ha mostrato personalità contro un avversario che non molla mai. Abbiamo gestito il vantaggio anche nei momenti difficili. Il pubblico è stato il nostro sesto uomo. Ora recuperiamo energie: Gara 2 sarà durissima.