
Al PalaDelMauro va in scena un derby senza storia: la Scandone Avellino travolge la Miwa Cestistica Benevento con un netto 84-58, confermando il proprio momento di forma straordinario e infilando l’ottava vittoria consecutiva. Una prova di forza totale, fatta di difesa, ritmo e qualità offensiva, che consolida il secondo posto in classifica degli irpini.
Avvio fisico e primo strappo biancoverde
L’inizio è da vera partita di playoff: ritmo basso, tanti contatti e difese aggressive che lavorano forte sulle linee di passaggio. Le percentuali restano basse, complice una costruzione offensiva sporca e frammentata su entrambi i lati del campo.
Poi la Scandone cambia marcia: aumenta la pressione sulla palla, sporca i primi giochi di Benevento e trova fluidità grazie all’attivismo di Donda e soprattutto di Gay. È proprio una sua tripla in transizione a generare il primo vero break, aprendo il campo e costringendo la panchina sannita al timeout.
Avellino prende il controllo del ritmo, attacca bene i closeout e capitalizza anche dal perimetro: il primo quarto si chiude sul 23-10, con i padroni di casa già in doppia cifra di vantaggio.
Benevento reagisce, ma Avellino resta lucida
Nel secondo periodo la Scandone prova ad alzare ulteriormente il ritmo, attaccando il ferro con continuità. Ragusa legge bene i pick and roll centrali, mentre sotto canestro cresce la presenza fisica nel pitturato, con secondi possessi trasformati in punti.
La Miwa, però, non si disunisce: trova ritmo offensivo grazie al tiro dall’arco di Matteo Bongiovanni e Andrea Murolo, punendo qualche rotazione difensiva lenta dei biancoverdi. Gli ospiti costruiscono un parziale importante, sfruttando meglio le spaziature e muovendo la difesa avellinese.
Il gap si riduce e si va all’intervallo lungo sul 36-29: partita riaperta, con l’inerzia che sembra poter cambiare.
Terzo quarto: break decisivo e dominio tecnico
Al rientro dagli spogliatoi, però, la Scandone piazza il colpo del ko. L’approccio è da squadra matura: difesa aggressiva sulla palla, closeout puntuali e grande attenzione a rimbalzo difensivo.
In attacco, la circolazione è fluida e produce tiri aperti: Scanzi e Gay colpiscono dall’arco, mentre Kmetic sale in cattedra dominando per atletismo e presenza nel pitturato. Il parziale è devastante: Avellino corre in transizione, attacca i mismatch e costruisce possessi ad alta efficienza.
Benevento si affida quasi esclusivamente alle iniziative di Michael Acosta, ma fatica a trovare continuità offensiva. Il terzo quarto si chiude sul 61-42, con un +19 che indirizza definitivamente il match.
Gestione finale e show al Del Mauro
Nell’ultimo periodo la Scandone gestisce con maturità, abbassando i ritmi e controllando i possessi. La difesa resta compatta, nega linee di penetrazione e concede solo soluzioni individuali a bassa percentuale agli ospiti.
In attacco, i biancoverdi continuano a muovere bene la palla, trovando tiri piedi per terra e coinvolgendo l’intero roster. C’è spazio anche per le rotazioni: il giovane Galli mette la firma con la tripla finale che chiude definitivamente i conti.
Il tabellone dice 84-58, ma è la qualità della prestazione a impressionare: Avellino ha dominato su entrambi i lati del campo, imponendo il proprio sistema e vincendo tutte le battaglie chiave — ritmo, rimbalzi e percentuali.
Gay leader totale, Scandone in piena corsa
MVP indiscusso Gay, autore di una prestazione da leader vero: 24 punti, 6 assist e una gestione perfetta dei possessi, tra creazione dal palleggio e letture sui raddoppi.
La Scandone dimostra di essere una squadra completa, capace di alternare difesa intensa e attacco organizzato, con più soluzioni offensive e grande profondità nelle rotazioni.
Per Benevento, invece, una serata difficile: qualche buona fiammata offensiva, ma troppa discontinuità e difficoltà nel contenere l’urto fisico e tecnico degli irpini.
Il derby del Del Mauro si trasforma così in una dichiarazione di forza: Avellino c’è, è solida e arriva lanciata verso la fase decisiva della stagione