
Stasera al PalaDelMauro, davanti a un pubblico festante e nei numeri ben superiori del solito, Avellino vince e convince contro la Fortitudo Bologna, in un match che ha dimostrato quanto la squadra irpina creda davvero nel cambio di passo avvenuto con l’arrivo in panchina del nuovo coach. Fin dalla palla a due, Avellino ha scelto di aggredire la partita sul ritmo, evitando palleggi prolungati e puntando su circolazione rapida e letture immediate. Le spaziature sono state ottime e hanno liberato vantaggi continui sugli esterni.
Bologna, invece, ha provato a gestire il gioco su possessi più ragionati, ma ha finito col cadere nella trappola imposta dal piano partita dei padroni di casa: più la gara diventava intensa, più gli ospiti perdevano controllo.
Secondo quarto da 29 a 11: la chiave del successo
Il momento che ha rotto l’equilibrio è arrivato nel secondo quarto: lì Avellino ha imposto il proprio ritmo con decisione, scavando un solco contro l’imbambolata difesa ospite e costruendo con fluidità le azioni offensive. Quel parziale ha creato uno strappo che la Fortitudo non è più riuscita a colmare, e ha dato fiducia ai padroni di casa per controllare la partita nel resto del match con Jurkatamm da tre triple a scavare il solco.
Jurkatamm protagonista: prestazione che illumina la serata
Mikk Jurkatamm è stato il faro della serata per Avellino: con la sua energia, concretezza e freddezza al tiro ha fatto la differenza nei momenti chiave, caricandosi sulle spalle la responsabilità di dare la spallata decisiva alla partita della Fortitudo. Merito di una prestazione da vero leader, capace di spaccare la partita in favore dei biancoverdi. Un altro giocatore rispetto a quello visto nel “periodo Buscaglia”.
Dal cambio in panchina un nuovo spirito
Il successo assume un valore ancora più simbolico se lo si inquadra nel contesto del cambio di guida tecnica. Soltanto poche giornate fa la dirigenza ha deciso di esonerare Maurizio Buscaglia affidando la panchina a Gennaro Di Carlo. Da allora e fin da subito, la squadra ha mostrato un’identità più definita, maggiore compattezza e un gioco più incisivo: caratteristiche che stasera si sono viste tutte, su un parquet dove l’Avellino ha messo ordine, ritmo e concretezza.
Per molti tifosi e osservatori, quella di stasera non è stata una vittoria qualunque, ma il primo vero segnale di un nuovo corso che, se confermato nei prossimi mesi, potrebbe regalare grandi soddisfazioni alla piazza irpina.
Bologna e coach Caja: una serata amara
La Fortitudo Bologna, guidata da Attilio Caja, è apparsa nervosa e disordinata, incapace di reagire al break del secondo quarto. Per Caja e i suoi ragazzi è stata una serata da dimenticare, con troppe disattenzioni e poca solidità difensiva. In post-gara, non è mancata l’autocritica, pur sottolineando le assenze che hanno pesato sulle sorti del match: il tecnico emiliano, comunque, dovrà riflettere seriamente sull’approccio mentale e tattico della squadra.
Un palazzetto vivo e molto rumoroso. Presenti anche i tifosi ospiti
Un elemento che ha reso ancora più speciale la serata è stato il pubblico: al Del Mauro c’era un’atmosfera vibrante, con tifosi presenti anche dalla trasferta di Bologna. Il calore della curva, l’entusiasmo nel vedere la squadra “rinata” con Di Carlo, la partecipazione concreta alla partita, tutto ha contribuito a rendere la vittoria non solo sportiva, ma anche emotiva.
Questa partita, insomma, sembra segnare l’inizio di un nuovo capitolo per Avellino Basket. Se il gruppo saprà restare sul pezzo e confermare questa grinta, la stagione potrebbe prendere una piega molto interessante.