
Patron Trasente fa poche chiacchiere e tanti fatti. Con i soliti noti pronti a criticare ogni capello fuori posto, è straordinario vedere quanto competenza e voglia di far bene siano criptonite per i detrattori.
Meno di 10 giorni fa FIP e Lega avevano deciso di non ripescare i biancoverdi nella B nazionale, preferendo diminuire le squadre da 20 a 19 per ogni girone. E la polemica social era “la Scandone non ha ancora un roster”.
In 10 giorni le cose sono cambiate. Ora, a detta di tutti, Trasente ha costruito una squadra competitiva e che potrà provare a migliorare quanto di buono già fatto nelle passate due stagioni.
La prima tessera del puzzle: il coach
Ed il primo tassello non poteva che essere un allenatore che conosce la piazza e che porta un bagaglio di competenza enorme. Tecnico giovane ma già apprezzato per competenza, determinazione e visione di gioco, Carone è stato scelto dalla società per avviare un nuovo corso con rinnovate ambizioni. Originario di Bari, ma da tempo trapiantato ad Avellino, rappresenta una figura in linea con il progetto biancoverde: moderna, motivata e profondamente legata al territorio. Nelle due stagioni precedenti ha guidato la Power Basket Salerno e, nell’ultimo campionato da poco concluso in B Nazionale, ha raggiunto una salvezza tranquilla. Tra le altre esperienze un passato da assistant coach in serie B con Matera, Valmontone, Virtus Arechi, Bisceglie, Sebastiani Rieti, Ischia e Caserta.
Trasente usa parole al miele per il nuovo coach:
La scelta di Titto Carone nasce dalla volontà di dare continuità alla crescita tecnica e umana del nostro club, puntando su un allenatore che conosce bene l’ambiente e condivide i valori della Scandone: lavoro, identità e passione. Siamo convinti che, con lui alla guida, la squadra potrà esprimere un basket di qualità e costruire basi solide per il futuro.
Quanto ai giocatori, sono tutti ragazzi di carattere e che hanno abbracciato da subito le idee dell’allenatore dimostrando già attaccamento alla maglia e a ciò che Scandone rappresenta nel panorama cestistico nazionale. La parola che più ricorre nelle dichiarazioni post ingaggio è “onore”. Quell’onore che qualcuno non ha oggi e probabilmente non ha mai avuto, diremmo se volessimo dare peso alle solite polemiche social.
Ma Scandone non è così, non è così il presidente, non è così lo staff. Parlando con ognuno di loro si capisce che l’unica cosa a cui danno credito è il lavoro duro. Proprio e altrui. E’ quello che conta. Il resto sono chiacchiere e tabacchiera di legno.