
L’Italia del basket ha scritto la storia. La Nazionale Under 20 ha conquistato il titolo mondiale, riportando il tricolore sul gradino più alto del podio internazionale dopo un percorso entusiasmante, tecnico e umano. Una squadra vera, unita, talentuosa. Un gruppo di giovani cresciuti in Italia, formati nelle scuole e nei vivai italiani, che oggi rappresentano il futuro della nostra pallacanestro.
Tra i protagonisti di questa impresa ci sono anche ragazzi di origine trans europea, nati o cresciuti nel nostro Paese. Italiani, a tutti gli effetti. Con il passaporto, ma prima ancora con l’identità. Eppure, a poche ore dalla storica vittoria, i social sono stati macchiati da una serie di commenti vergognosi, che mettono in discussione l’“italianità” di questi atleti solo per il colore della loro pelle.
È inaccettabile. Non solo per la loro dignità, ma per ciò che rappresentano. Questi ragazzi sono il volto contemporaneo dell’Italia: pluralista, giovane, aperta. Sono figli di una nazione che cambia, che cresce, che si arricchisce nella diversità. Indossano con orgoglio la maglia azzurra, cantano l’inno, lottano su ogni pallone.
Ridurre tutto a un pregiudizio razziale è un insulto allo sport, ai suoi valori e alla stessa bandiera che oggi sventola nel mondo grazie a loro.
La vittoria dell’Italia Under 20 è un trionfo di competenza, inclusione, fatica e talento. E non c’è spazio, in questa festa, per chi semina ignoranza.