Brunetti e Ragusa

Con ancora negli occhi e nelle orecchie le parole del Sindaco Festa e di Scalella, è difficile parlare di nuovi innesti. Ma dal punto di vista sportivo la Scandone non è intenzionata a fermarsi. Lo spot di pivot (ma anche di 4 considerate le capacità dei nuovi innesti) si arricchisce della collaborazione di due ex Matera, compagine scomparsa dal panorama cestistico di serie B. Brunetti e Ragusa sono arrivati in queste ore ad Avellino.

Brunetti: “Sono un centro moderno”

Classe 1988, trentadue anni compiuti da un paio di mesi, è un ala/centro da 205 centimetri e una quintalata di stazza.

Brunetti vanta un curriculum di tutto rispetto. Nelle ultime quattro stagioni il centro è stato protagonista con la canotta di Corato, Lecco e Barcellona. Nella regular season 2017/2018 ha messo a segno 11,6 punti e 8,2 rimbalzi in 30′ di impiego medio; 9 punti e 5,7 rimbalzi nelle nove partite di play-off disputate; 7 punti e 4 rimbalzi alla Final Eight di Coppa Italia.

Ancora prima, stagione 2016/17, 13,2 punti e 7,6 rimbalzi. Nel 2015/16 Brunetti ha indossato la canotta di Mortara, mettendo insieme 15,7 punti e 8,2 rimbalzi. Esperienze precedenti in Serie C a San Severo, Monteroni (Serie B), Mola (Serie C), ancora prima a Porto Sant’Elpidio, Fossombrone, Lumezzane, Capo d’Orlando, Ceglie, Bisceglie, Follo.

Brunetti è uno che i parquet italiani li conosce a fondo e sa il sudore e l’impegno che vanno profusi sul campo. La sua definizione di pivot moderno è dovuta alla buona propensione a prendersi tiri dalla lunga e media distanza. In NBA, perdonateci per l’azzardo, avrebbe fatto l’ala piccola, cimentandosi in quello spot e non nel ruolo di centro. In Italia, in serie B, è uno dei migliori acquisti che Avellino potesse fare.

Ma non dobbiamo neanche prenderci in giro. Stiamo sempre parlando di una diminutio rispetto a Giga Janelidze. L’ex Scandone nella prima partita di A2 ha messo a referto 15 punti col 100% da tre e l’80% da due e giocando solo 22 minuti. Ma questo sottolinea le capacità di scouting di coach De Gennaro che in Giga aveva creduto e che ora crede in Luigi Brunetti.

Jacopo Ragusa, gioventù e tanta voglia di migliorare

Jacopo è un lungo di 205 cm di grande presenza fisica in aerea e con tanto margine di miglioramento tecnico-atletico. Il lungo pugliese classe 2000 la scorsa stagione ha vestito la maglia della Sutor Montegranaro chiudendo il campionato di Serie B con 3,5 punti e 2,8 rimbalzi in 12 minuti di impiego a partita.

Ragusa è un ottimo prospetto, molto fisico ma atletico al tempo stesso, su cui coach De Gennaro ha scommesso per le potenzialità che potrebbe esprimere il ragazzo. Partito giovanissimo dalla sua Puglia, trova la sua dimensione nella capitale. Approda al Lido di Roma Basket dove, giocando da protagonista, arriva alle Finali Nazionali Under 18 Eccellenza. Due anni dopo va all’Eurobasket dove disputa il campionato Under 18 Eccellenza, la serie A2 (poche apparizioni in campo) e la C silver laziale con la maglia del Pool Eurobasket Roma.

La sua voglia di lavorare e i continui progressi lo portarono ad ottenere numerose convocazioni in A2 con la prima squadra dell’Eurobasket Roma, con la quale comunque si era allenato stabilmente durante tutta la stagione.

Tanto lavoro per coach De Gennaro e per il preparatore atletico. Il ragazzo sembra un poco appesantito rispetto a quello visto un paio di anni fa sui parquet laziali. Accanto a questo, si dovrà lavorare sull’aspetto tecnico. Laddove Brunetti sembra un’ala con la stazza da pivot di serie B, Ragusa sembra un centrone anni 90 alla Fesenko ma con 10 centimetri in meno. Il basket moderno ha bisogno di giocatori che, prescindendo dalle potenzialità fisiche, abbiano la velocità e l’agilità necessaria a sostenerne i ritmi frenetici. Ragusa ha il fisico, ha i mezzi, ha la gioventù. Questo potrebbe essere l’anno della svolta per lui.