La prima vittoria in campionato arriva contro la Pielle Livorno: 75-66 al Del Mauro, dopo una partita combattuta e decisa da un ultimo quarto di carattere. Un successo che vale molto più dei due punti in classifica, perché arriva contro un’avversaria di spessore e, soprattutto, attraverso una prestazione nella quale la squadra di coach Ciro Dell’Imperio ha mostrato segnali concreti di crescita. La serata del PalaDelMauro consegna una certezza: questa Scandone, quando riesce a giocare da squadra, può avere un volto decisamente diverso da quello mostrato nelle prime due uscite. Ed è proprio qui che tornano d’attualità le parole del suo allenatore, che nelle scorse settimane aveva evidenziato le difficoltà del gruppo nel trovare un’identità collettiva.

Un messaggio che, probabilmente, qualcuno aveva interpretato come una giustificazione per i risultati deludenti. La partita contro Livorno suggerisce invece una lettura differente. Dell’Imperio aveva individuato il problema: non bastava mettere insieme giocatori di qualità per ottenere automaticamente una squadra. Servivano tempo, lavoro, gerarchie, fiducia reciproca e la capacità di mettere le individualità al servizio di un progetto comune.

Contro la Pielle non è arrivata la soluzione definitiva a tutti i problemi, ma si è intravisto un percorso. E la differenza non è affatto secondaria. Non bastano i nomi: serve un gruppo. Le prime giornate avevano lasciato in eredità più interrogativi che certezze. Una squadra costruita per essere competitiva si era ritrovata a inseguire risultati e, soprattutto, a cercare una continuità di rendimento che non riusciva a trovare. Il talento individuale, da solo, non era sufficiente a colmare le difficoltà di un collettivo ancora privo di meccanismi consolidati.

È in questo contesto che vanno rilette le dichiarazioni del coach che con la massima onestà aveva esaminato le due sconfitte. Dire che una squadra non ha ancora imparato a giocare insieme significa riconoscere un problema strutturale, non cercare una scorciatoia per sottrarsi alle responsabilità. Significa ammettere che il potenziale sulla carta deve ancora trasformarsi in rendimento sul parquet.

La sfida contro Livorno ha offerto i primi segnali incoraggianti proprio sotto questo aspetto. La Scandone ha difeso con maggiore solidità, ha distribuito meglio le responsabilità e ha trovato risposte importanti da più uomini nei momenti decisivi. Non è stata soltanto la serata del singolo capace di risolvere la partita, ma quella di un gruppo che ha saputo costruire insieme il proprio successo.

E quando, nell’ultimo quarto, la Pielle ha provato a rientrare, Avellino non si è disunita. Ha ritrovato ordine, ha mosso il pallone e ha cercato le soluzioni giuste, costruendo quel margine che le ha consentito di arrivare alla sirena senza farsi sfuggire una vittoria attesa e necessaria. La differenza, insomma, non l’hanno fatta soltanto i punti segnati, ma il modo in cui sono arrivati.

Quaranta minuti di battaglia, poi la spallata decisiva

La partita è stata equilibrata fin dalle prime battute. Livorno ha provato a sfruttare la propria reattività, trovando vantaggi con Tortù e Gabrovsek, ma la Scandone ha risposto con Frattoni e Stefanini, chiudendo il primo quarto avanti 16-14. Nel secondo periodo i biancoverdi hanno alzato il livello della propria difesa, resistendo alla pressione avversaria e trovando nuove soluzioni offensive. A spezzare l’equilibrio sono state due triple consecutive di Jackson, che hanno permesso alla formazione irpina di guadagnare fiducia e andare al riposo sul 37-34.

La Pielle, però, non è rimasta a guardare. Al rientro dagli spogliatoi la gara è proseguita punto a punto, con le difese capaci di limitare la fluidità degli attacchi e Avellino costretta a fare i conti anche con qualche errore dalla lunetta. Il canestro di Gallo sulla sirena ha riportato Livorno a una sola lunghezza: 52-51 al termine del terzo quarto.

Era il momento della verità. Ed è proprio nell’ultima frazione che la Scandone ha mostrato qualcosa di diverso. La schiacciata di Stefanini, la tripla di Jackson e il canestro di Vecerina hanno prodotto un primo allungo, con i biancoverdi capaci di portarsi a +8. La Pielle ha tentato un’ultima reazione con Tassinari, costringendo Dell’Imperio a fermare il gioco, ma questa volta Avellino ha saputo rispondere.

Vedovato, Verazzo e Vecerina hanno firmato le giocate che hanno restituito margine ai padroni di casa. Il pallone ha iniziato a circolare con maggiore efficacia, le scelte offensive sono diventate più lucide e la difesa ha tolto spazio alle iniziative livornesi. Il parziale di 23-15 dell’ultimo quarto ha chiuso i conti. Il 75-66 finale ha liberato la gioia del pubblico del Del Mauro e consegnato alla Scandone la prima vittoria del campionato.

Da Jackson a Vecerina: la vittoria è di tutti

Nel tabellino spiccano i 13 punti di Jackson, i 12 di Vecerina e i 10 di Vedovato. Ma sono importanti anche i 9 punti di Maresca, gli 8 a testa di Frattoni e Verazzo e i 7 di Stefanini. Una distribuzione offensiva che rappresenta forse l’aspetto più significativo della serata. La Scandone non si è affidata a un solo protagonista, ma ha trovato contributi diversi nelle varie fasi del confronto. È esattamente il tipo di risposta che un allenatore cerca quando prova a costruire un’identità collettiva. La strada resta lunga, ma una squadra comincia a riconoscersi anche da questo: dalla capacità di trovare alternative, di reagire alle difficoltà e di non dipendere esclusivamente dall’ispirazione di un singolo.

Dell’Imperio si gode la vittoria: «Si comincia a vedere l’identità del gruppo»

Le parole pronunciate dal tecnico biancoverde al termine della gara meritano particolare attenzione, perché fotografano il momento della Scandone e, allo stesso tempo, richiamano il percorso delle ultime settimane.

Stasera i complimenti vanno ai ragazzi: sono stati encomiabili e hanno rispettato il piano partita per tutti i quaranta minuti. La Pielle Livorno è una squadra di altissimo livello, dotata di rotazioni profonde e talento offensivo. Per batterla serviva una prestazione solida, concreta e attenta. Siamo riusciti a cercare i giocatori e le soluzioni che volevamo nei momenti giusti, ricevendo un contributo importante da tutti nelle diverse fasi del match. Credo sia stata questa la chiave della vittoria. Si comincia a vedere l’identità del gruppo e ciò che questa squadra può esprimere. Stanno emergendo anche gerarchie più chiare, che ci aiutano a trovare i nostri equilibri.

Parole che suonano come la conferma di quanto l’allenatore aveva evidenziato nelle scorse settimane. L’identità non era ancora consolidata, le gerarchie dovevano definirsi e gli equilibri erano ancora da trovare. Non era una questione risolvibile semplicemente cambiando una rotazione o aspettandosi una prestazione individuale sopra le righe. Era, ed è, un lavoro che riguarda l’intero gruppo.

La vittoria contro Livorno dimostra che qualcosa si sta muovendo. Ripetiamo: non certifica che tutti i problemi siano alle spalle, ma offre un primo riscontro concreto al lavoro svolto in settimana. Dell’Imperio, dal canto suo e in modo sempre molto onesto, non ha proclamato la fine delle difficoltà. Ha riconosciuto i progressi e ribadito la necessità di continuare a lavorare per crescere ancora. Un atteggiamento che appare coerente con quanto sostenuto finora.

La vittoria non cancella i dubbi, ma cambia la prospettiva

Sarebbe sbagliato trasformare un successo, per quanto importante, nella prova che tutto funzioni alla perfezione. La Scandone ha ancora bisogno di continuità, deve consolidare i propri meccanismi e dimostrare di poter ripetere questo tipo di prestazione anche lontano dal Del Mauro. Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il significato di quanto accaduto contro Livorno. La squadra ha saputo soffrire, è rimasta dentro una partita complicata e ha trovato nel finale le risorse tecniche e mentali per imporsi. Soprattutto, ha mostrato una distribuzione delle responsabilità che lascia intravedere un’identità più definita.

Adesso la sfida sarà dare continuità a questi segnali. La prima vittoria può alleggerire la pressione, rafforzare la fiducia e rendere più produttivo il lavoro settimanale. Non può, però, diventare un punto d’arrivo. Mercoledì 21 ottobre, alle ore 20, la Scandone sarà attesa al PalaTiziano per il recupero della prima giornata contro la Virtus Roma. Un altro banco di prova per capire se la serata contro la Pielle rappresenti un episodio isolato o l’inizio di una crescita più stabile. La prima risposta è arrivata sul parquet di casa. Ora servono conferme.