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Un nome, una storia, un’emozione. Marques Green torna ad Avellino e lo farà per la Scandone, nel giorno in cui il club presenterà la nuova stagione e la nuova maglia.

Ci sono giocatori che appartengono alla storia di una squadra. E poi ce ne sono alcuni che, con quella maglia, diventano semplicemente leggenda. Marques Green appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Domenica 20 settembre, alle ore 18, all’ex Cinema Eliseo, la presentazione della stagione 2026/2027 della Scandone avrà un ospite speciale capace di trasformare una semplice serata di presentazione in un vero e proprio viaggio nella memoria del popolo biancoverde.

Il folletto di Philadelphia torna a casa

Green sarà infatti protagonista della serata e sarà proprio lui a presentare e indossare per la prima volta la nuova divisa della Scandone per il prossimo campionato di B Nazionale. Un gesto simbolico dal valore enorme: il passato che incontra il presente, una leggenda che torna a vestire idealmente quei colori che lo hanno consacrato nel cuore dei tifosi.

QUELLA SCANDONE CHE FECE SOGNARE

Per capire il significato di questo ritorno bisogna tornare alla stagione 2007/2008. Green arrivò ad Avellino nell’estate del 2007 e, alla sua prima esperienza in Serie A italiana, si impose immediatamente come uno dei protagonisti assoluti del campionato. Con 13,1 punti e 6,5 assist di media in regular season, il playmaker divenne il cervello di una squadra destinata a scrivere una delle pagine più belle della storia biancoverde. Fu eletto MVP del girone d’andata, precedendo giocatori del calibro di Terrell McIntyre e Danilo Gallinari. Poi arrivò la Coppa Italia.

A Bologna, nel febbraio 2008, la Scandone conquistò uno storico trofeo che ancora oggi rappresenta uno dei momenti più alti della propria storia. Green fu premiato come miglior assist-man delle Final Eight, mentre Devin Smith venne eletto MVP della manifestazione. Ma quella squadra non si fermò lì. La Scandone raggiunse la semifinale scudetto e conquistò anche una storica qualificazione all’Eurolega.

Green, con il suo talento, la sua velocità, la capacità di leggere il gioco e quel modo apparentemente leggero ma tremendamente efficace di comandare una partita, ne fu uno dei simboli.

UN RECORD CHE DICE TUTTO

Il rapporto tra Green e Avellino, però, non si esaurì in quella straordinaria stagione. Dopo le esperienze al Fenerbahçe e a Pesaro, il playmaker tornò in Irpinia nel 2010, continuando a lasciare il proprio marchio sulla storia della Scandone. E proprio ad Avellino arrivò uno dei record più impressionanti della sua carriera.

L’11 febbraio 2011, contro Milano, Green distribuì 20 assist, stabilendo il nuovo primato italiano in una singola partita di Coppa Italia e superando il precedente record di 10 assist. Un numero che racconta perfettamente cosa fosse Marques Green: un giocatore capace di mettere gli altri nelle condizioni di segnare, di vedere una giocata prima ancora che si sviluppasse, di trasformare il parquet in una scacchiera sulla quale lui sembrava muoversi con un secondo di anticipo.

1.420 VOLTE GREEN

E c’è un altro numero che rende ancora più speciale il suo rapporto con Avellino. Nell’ultima partita della stagione 2011/12, contro Venezia, Green raggiunse quota 1.420 punti con la maglia della Scandone, superando Larry Middleton e diventando il miglior realizzatore nella storia del club in quel momento. Un traguardo che testimonia quanto il suo legame con Avellino sia andato ben oltre la straordinaria parentesi della Coppa Italia. Green non è stato semplicemente un playmaker. È stato il regista di un’epoca.

IL PASSATO CHE ABBRACCIA IL FUTURO

Ed è proprio per questo che la sua presenza all’Eliseo assume un significato particolare. La Scandone che si appresta ad affrontare il campionato di B Nazionale 2026/2027 vuole guardare avanti, costruire una nuova identità e regalare ai propri tifosi un’altra stagione da vivere intensamente. Ma sa anche che una società senza memoria rischia di perdere una parte della propria anima. E allora non poteva esserci testimonial migliore.

Marques Green rappresenta il ponte perfetto tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Domenica non sarà soltanto un ex campione chiamato a presentare una nuova maglia. Sarà il ritorno di un pezzo di storia, di un volto che ha fatto esultare migliaia di tifosi, di un giocatore che ha contribuito a trasformare la Scandone in una realtà capace di confrontarsi con il vertice del basket italiano ed europeo. Per una sera, il tempo potrà davvero sembrare fermarsi. E quando Marques Green indosserà nuovamente quei colori, sarà difficile per il popolo biancoverde non pensare a Bologna, alla Coppa Italia, all’Eurolega, agli assist, alle vittorie e a quelle stagioni nelle quali Avellino sognava in grande. Il folletto di Philadelphia è tornato. E la sua Avellino è pronta a riabbracciarlo.