
La Scandone Avellino cala l’ultimo asso sul mercato e ufficializza l’ingaggio di Darryl Joshua Jackson, guardia statunitense con cittadinanza maltese, classe 1985, 190 centimetri, reduce dalla promozione in Serie A2 conquistata con la Gema Montecatini. Che colpo ragazzi!
Il curriculum, indubbiamente, parla di un giocatore che conosce profondamente il basket italiano. Brindisi, Roseto, Casalpusterlengo, Caserta, Scafati, Forlì, Bergamo, Latina, Chieti, Ruvo di Puglia e Montecatini sono soltanto alcune delle tappe di una carriera lunghissima. La Lega Nazionale Pallacanestro certifica per Jackson oltre un decennio di presenza ai massimi livelli nazionali e, nell’ultima stagione a Montecatini, 14,9 punti di media in 31 gare di regular season, con il 42% da tre e addirittura il 95% ai tiri liberi. Numeri importanti, dunque. Proprio per questo è necessario leggere questo arrivo con attenzione, altrimenti si rischia di parlare senza cognizione di causa.
Un grande realizzatore che dovrà diventare anche uomo squadra
Jackson arriva ad Avellino soprattutto per mettere punti sul tabellone. E su questo ci sono pochi dubbi. La stagione 2024/25 disputata a Ruvo di Puglia rappresenta probabilmente l’esempio più significativo: 18,3 punti, 2,5 rimbalzi e 2,5 assist di media, con il 45,3% da tre e il 94,1% dalla lunetta. Queste stesse statistiche raccontano anche un giocatore fortemente orientato alla produzione offensiva.
A Ruvo Jackson ha giocato con un utilizzo offensivo molto alto: il 29,3% dei possessi della squadra terminava nelle sue mani, mentre gli assist rappresentavano appena il 15% circa delle opportunità create. Il dato dei palloni persi, 2,4 a partita, non è irrilevante. Ancora più significativo è il contributo contenuto a rimbalzo. Insomma, Jackson non sembra essere il giocatore destinato a cambiare faccia alla Scandone in ogni zona del campo. È soprattutto un finalizzatore, un tiratore, un uomo al quale affidare un possesso importante quando la palla scotta, un grande giocatore, un lusso per la fase offensiva della Scandone. E questo può essere un pregio enorme, a condizione che il resto della squadra sia costruito per compensarne laddove presenta dei limiti.
L’età conta ma fino ad un certo punto
Jackson è nato il 17 dicembre 1985. A pochi mesi dai 41 anni, siamo davanti a un giocatore di esperienza straordinaria, ma certo anche a un atleta che si trova nella fase finale di una carriera iniziata ormai oltre due decadi fa. Non significa automaticamente che non possa essere decisivo. Anzi, l’ultima stagione dimostra esattamente il contrario. Quindi calma a dare giudizi definitivi.
In una Serie B Nazionale sempre più fisica e atletica, sarà interessante capire quanto Jackson riuscirà a sostenere ritmi elevati, difendere per lunghi tratti contro esterni più giovani e soprattutto mantenere continuità quando arriveranno le settimane con tre partite e gli impegni ravvicinati. Ma ciò che ha dimostrato lo scorso anno va proprio nella direzione di un giocatore che non teme pressioni e gioco duro.
Le capacità difensive
Le statistiche disponibili restituiscono l’immagine di un giocatore non particolarmente incisivo nelle voci difensive: nella stagione 2024/25 a Ruvo ha prodotto circa un recupero a partita, nessuna stoppata e un contributo a rimbalzo piuttosto modesto.
Non sarebbe corretto trasformare queste cifre nella sentenza «Jackson non difende», perché la difesa non può essere giudicata soltanto attraverso un tabellino. E’ovviamente altrettanto difficile considerarlo un esterno scelto principalmente per la capacità di cambiare la partita nella propria metà campo. Ed è proprio qui che il lavoro di Ciro Dell’Imperio potrebbe diventare determinante: Jackson dovrà essere protetto e inserito in un sistema capace di sfruttarne il tiro e l’esperienza senza chiedergli ciò che oggi, per caratteristiche e carta d’identità, potrebbe costargli molto dispendio fisico.
La firma a 10 giorni dalla prima di campionato
Se il valore del giocatore è fuori discussione, la tempistica dell’operazione risulta purtroppo alquanto tardiva, ma di questo la società non ha colpe. La Scandone aveva programmato una preseason articolata in cinque appuntamenti tra il 5 e il 20 settembre, proprio con l’obiettivo di consolidare i meccanismi di gioco e favorire l’intesa tra i nuovi arrivati e gli elementi già presenti nel roster. Jackson arriva invece il 15 settembre, quando quella preparazione è già entrata nella sua fase conclusiva. Purtroppo Jackson sperava di firmare per squadre di campionati superiori. Era suo diritto dopo la scorsa stagione e i procuratori sono là proprio per massimizzare i profitti. La Scandone è stata alla finestra fino a dare la stoccata decisiva.
Certo l’arrivo solo oggi non è un dettaglio secondario: il campionato di Serie B Nazionale scatterà il 27 settembre, con la Scandone impegnata sul campo della Virtus GVM Roma 1960. Tradotto: poco meno di due settimane per conoscere compagni, allenatore, sistema offensivo, regole difensive, chiamate, spaziature e gerarchie. E soprattutto per recuperare il terreno perso rispetto a compagni che hanno lavorato insieme dall’inizio della preparazione. Ma, come abbiamo già detto, si tratta di un campione non dell’ultimo giocatore free agent sul mercato. E uno come Jackson è meglio averlo che non averlo, a costo di vederlo atterrare a Fiumicino il giorno della prima partita di campionato.
Un’operazione Jackson da valutare sul campo
Il giudizio sull’operazione, dunque, non può essere che sospeso. Jackson ha una qualità che alla Scandone può servire tremendamente: sa fare canestro. E’ un campione che sa come giocare nella nostra B Nazionale. Non servirà alcuna capacità di adattamento. Sa soprattutto tirare da tre, ha percentuali ai liberi da specialista e conosce perfettamente il campionato italiano. La sua esperienza nelle recenti promozioni di Ruvo e Montecatini dimostra inoltre di non essere quella di un giocatore arrivato alla fine della carriera semplicemente per accompagnare il gruppo.
Il talento offensivo di Jackson non è in discussione. La scommessa della Scandone sarà capire se quel talento riuscirà a compensare i limiti fisiologici di un giocatore prossimo ai 41 anni e, soprattutto, se il tempo rimasto prima dell’esordio sarà sufficiente per trasformare un ottimo realizzatore individuale in un ingranaggio funzionale alla squadra. Ma noi abbiamo coach Ciro Dell’Imperio e, sinceramente, meglio un Jackson arrivato oggi che accontentarsi di un mercato che fino ad ora non aveva spostato pezzi da 90.
E alla fine sarà il parquet a dire se l’esperienza di Darryl Jackson sarà l’ultimo tassello di una squadra ambiziosa oppure una soluzione arrivata troppo tardi per essere realmente integrata nel progetto. Ma per quanto abbiamo detto più sopra, siamo sicuri che ne vedremo delle belle!