Débâcle Scandone contro Ruvo. A Molfetta – 40. De Gennaro accusa il colpo.

Ruvo

Tecno Switch Ruvo di Puglia batte Scandone 95 a 55. Cade il gelo sul palazzetto di Molfetta dove la Scandone subisce un’altra imbarcata. Ancora più pesante in termini assoluti perché arrivata contro una squadra che, in teoria, dovrebbe essere alla portata degli uomini di coach De Gennaro. Da subito Ruvo sembra più allenata e più in forma. La Scandone arranca e piano piano la forbice si allarga arrivando al finale imbarazzante con gli avversari vicini a superare quota 100 punti.

I numeri della partita

Percentuali da A1 per la formazione di casa che tira con il 50% circa sia dalla corta che dalla lunga distanza mentre i giocatori sono cecchini ai tiri liberi (15 su 16). Coach De Gennaro, invece, guarda i suoi ragazzi tirare con un pessimo 18% dai 6.75 mentre grida vendetta il numero di liberi sbagliati (ben 21). Unico a salvarsi tra i suoi è il solito Locci, autore anche contro Ruvo di un’altra buona prestazione dopo quella di domenica macchiata, però, dal doppio antisportivo con conseguente espulsione.

Ruvo

Questione rimbalzi

E’ oramai conclamata la difficoltà della Scandone a raccogliere rimbalzi nella propria e nell’altrui metà campo. Considerato che Locci il suo compitino bene o male lo porta sempre a casa, ciò che manca è sostanzialmente la voglia e la cattiveria agonistica dei compagni di andarsi a scontrare fisicamente col proprio avversario per conquistare una palla. Concedere 20 rimbalzi in più agli avversari significa dare 20 occasioni in più di organizzare un attacco. Dato inconcepibile per una squadra che vuole provare a vincere. Con questo trend l’unica possibilità di vincere è trovare una squadra che non metta un canestro neppure in appoggio a canestro solitario in transizione. Cosa da fare cadere le braccia.

Quando manca l’ABC

Andare a funghi invece che marcare il proprio uomo quando De Gennaro chiama la difesa a uomo. Lasciare 4 metri di spazio ai tiratori avversari quando il coach ti schiera a zona. Sbagliare il più facile dei canestri o il più semplice dei passaggi. Cose da far inorridire un allenatore delle minors.

Le parole di De Gennaro

Dopo una partita del genere, c’è poco da commentare. Purtroppo quando sbagli 21 tiri liberi, facendo 13 su 34 ai liberi e 2 su 11 da 3, c’è poco da dire. Quando la palla non entra, iniziamo a disunirci, iniziamo a non difendere più con intensità e questa cosa diventa problematica contro qualsiasi squadra. Stasera niente è girato nel verso giusto dal primo minuto. Devo valutare bene quali sono i problemi, capire, parlare singolarmente con i ragazzi, cercare in ognuno di loro una reazione. Perché che non siamo una squadra talentuosa si sapeva, che siamo una squadra costruita da 3 settimane idem, che siamo una squadra che in questo momento non può affrontare 3 partite in una settimana pure, però mi aspettavo almeno una reazione d’orgoglio, che neppure c’è stata. E questa è una cosa che, da allenatore, non posso accettare. Da lunedì testa bassa: si lavora forte e si cerca di uscire fuori da questo tunnel che solo col duro lavoro possiamo lasciarci alle spalle. Complimenti a Ruvo, hanno tirato anche da 10 metri facendo canestro, hanno avuto fiducia su tutto, logicamente dovuta anche al fatto che tiri una volta, due, tre, poi la palla entra da sola nel canestro. Altra carenza nostra che, con tiri aperti sbagliati, ci siamo disuniti sempre di più e non abbiamo mai trovato il bandolo della matassa. È una sconfitta che fa male, ma dobbiamo reagire.

Coach Gianluca De Gennato @ Molfetta