Slovenia

Che delusione amara per gli appassionati di basket italiani: l’Italbasket si ferma agli ottavi di finale dell’Europeo, eliminata senza appello dalla Slovenia, trascinata da un monumentale Luka Dončić. Un risultato che fa male, ma non per il solo talento immenso dell’avversario. A far discutere è soprattutto la gestione tecnica e umana di questa squadra, sotto la guida di Gianmarco Pozzecco, che ieri ha dato l’ennesima prova in conferenza stampa di quanto sia necessaria una svolta veloce.

Dopo la sconfitta, Pozzecco ha scelto la via più facile: dimettersi all’improvviso, evitando qualsiasi confronto tecnico sul perché e sul come la squadra sia stata gestita in quella maniera. Niente analisi, niente autocritica su Procida e Gallinari, nessuna responsabilità assunta. Solo un silenzio imbarazzante fatto di parole vuote e una fuga dalle proprie responsabilità, scappando da un confronto che avrebbe richiesto lucidità e capacità di lettura che, soprattutto nelle situazioni importanti, sembra mancare a Pozzecco.

Quello che stupisce maggiormente è che, alla fine, il coach si dimette dopo una prestazione più che onesta dell’Italia. Con Gallinari qualche minuto in più in campo e con qualche scelta più coraggiosa, si poteva addirittura pensare di portare a casa una vittoria. A pochi minuti dalla fine eravamo ad un punto dagli avversari e con la palla in mano. La tragedia si era già consumata mesi fa e non di certo ieri contro la Slovenia con la quale ce la siamo giocata fino alla fine.

E, chiariamoci, il problema non è solo Pozzecco: è un sistema che ancora una volta dimostra di non saper crescere, di non saper progettare a medio-lungo termine. La nazionale italiana di basket appare un cantiere aperto senza un vero progetto tecnico, con giocatori di talento ma senza una guida strategica chiara.

Ora la palla passa alla Federazione, che deve decidere chi sarà il prossimo allenatore della nazionale. In molti auspicano un ritorno di un tecnico di esperienza internazionale, magari qualcuno che abbia già dimostrato di saper gestire squadre di alto livello e di costruire un sistema di gioco solido. Nomi che circolano ce ne sono già in abbondanza. Servirà qualcuno capace di lavorare bene con il gruppo e valorizzare il talento nazionale.

Quel che è certo è che non si può più andare avanti con allenatori che non analizzano i propri errori e che hanno evidenti lacune dal punto di vista della mentalità. Il basket italiano merita rispetto, ambizione e soprattutto chiarezza tecnica e strategica. Dopo questa figuraccia europea, serve una svolta vera, a partire dalla panchina ma continuando con chi è diretto responsabile di quanto accaduto.

Che sia questo il punto di partenza per un nuovo percorso? O continueremo a farci prendere a schiaffi da squadre che, come la Slovenia, investono su talento e mentalità vincente? La palla è ora nelle mani della Federazione. I tifosi meritano risposte.

Nel frattempo questo è il commento del Presidente FIP Giovanni Petrucci:

Ho appreso che Gianmarco ha dichiarato che questa è stata la sua ultima partita in Nazionale. Parlerò con lui. Lo ringrazio per aver creato in questi anni un gruppo coeso e con il piacere di stare insieme. Per le scelte sul futuro mi confronterò con Gigi Datome e Salvatore Trainotti, che hanno la responsabilità del Settore Squadre Nazionali maschili. Non posso che ringraziare questa Nazionale per aver lottato fino in fondo in tutte le partite di questo Europeo: il futuro è certamente dalla nostra parte e lo testimoniano anche gli straordinari risultati che tutte le nostre Nazionali hanno ottenuto in questa estate incredibile. Non ultimo il Bronzo europeo 3×3 maschile arrivato oggi.

Tutto cambia affinché nulla cambi.